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Preventivo ristrutturazione: cose da sapere!

“Salve, sono……vorrei avere un preventivo per la ristrutturazione del mio appartamento di 120mq. Ho la necessità di ricavare un nuovo bagno ed una cucina/salone open space. Allego una piantina catastale, cordiali saluti.”

Questi, spesso, sono i testi delle email che arrivano per la richiesta di un preventivo. Richieste del tutto legittime… o quasi, poiché da queste righe si evince come la fase progettuale, di competenza di un tecnico abilitato, sia sottovalutata, ed in alcuni casi completamente ignorata.

Ma andiamo per ordine.

 

Se provassimo a rispondere a questa email formulando un’offerta,  senza un computo metrico che elenchi tutte le lavorazioni con le corrispettive quantità, dovremmo affidarci alla nostra libera interpretazione  andando ad inserire nel conteggio quelli che A NOSTRO GIUDIZIO sono gli interventi da eseguire. E lo stesso ragionamento sarà fatto dalle altre imprese edili, selezionate dal medesimo committente per avere un paragone di prezzo. 

Alla fine il committente si ritroverà davanti ad una scelta per niente semplice: non basterà, infatti, accettare l’offerta più bassa, in quanto è chiaro come preventivi che differiscono tra loro anche per migliaia di euro non possano che corrispondere a SERVIZI QUALITATIVAMENTE  DIFFERENTI.

 

Quindi, chiedere dei preventivi prima di aver definito il progetto con l’architetto significa avere un’offerta non corrispondente a quelli che saranno realmente i lavori da fare (che potrebbero avere un costo maggiore).

 

Per questo motivo  è necessario scegliere un tecnico abilitato, il quale con un progetto riverserà su carta le  idee e le esigenze della committenza, ottimizzando la distribuzione degli ambienti della casa. Il tecnico svilupperà una serie di elaborati: nelle piante si leggeranno le lunghezze e lo spessore dei muri, le larghezze dei vani, il numero e dimensione dei pilastri, l’area delle stanze (necessaria per calcolare la superficie da pavimentare,  su cui predisporre un sistema di riscaldamento a pavimento), etc; dai prospetti e dalle sezioni si ricaveranno le altezze dei muri, delle porte e delle finestre (e di conseguenza le aree delle murature e dei vani), l’inclinazione delle falde dei tetti, la lunghezza dei pluviali etc.; dagli schemi degli impianti si avranno le lunghezze dei condotti per gli impianti, il numero di pezzi speciali (come tombini e griglie) etc; dai render fotorealistici si vedrà l’estetica dei materiali scelti (pavimenti,rivestimenti, sanitari,infissi, porte).

Terminata la fase progettuale il tecnico stilerà il  computo metrico, che elencherà tutte le lavorazioni necessarie con le rispettive misure(mt, mq, mc, kg..),  in  modo da avere  un unico metro di paragone e poter scegliere la ditta che propone il prezzo più basso.

Maggiore sarà il livello di dettaglio nel progetto e nelle voci del computo metrico, migliore sarà la rispondenza del preventivo su quanto poi realmente si spenderà, evitando in questo modo spiacevoli sorprese alla fine. 

 

Per qualunque informazione, riguardante la fase progettuale e la realizzazione del computo metrico , contattaci compilando il form sottostante!  

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    Soppalco: dalle norme alla progettazione.

    Quando in casa si ha la necessità di ricavare nuove superfici abitabili o solo spazi adibiti a deposito, il soppalco può essere la giusta soluzione se si hanno soffitti della giusta altezza.

    LA NORMATIVA

    L’altezza, che è infatti uno dei fattori determinanti soprattutto se si vuol ricavare una zona abitabile, insieme alle altre norme va verificata all’interno del Regolamento Edilizio del proprio Comune di Residenza ed all’interno del Regolamento di Igiene.

    Per la costruzione di un soppalco bisogna fare distinzione tra quelli fissi, abitabili  e non abitabili (con profondità non superiore ad 1,80 mt, o con un’altezza inferiore a 2,10mt e per questo usati come ripostigli), quelli rimovibili, detti soppalchi d’arredo per cui non è necessario ottenere autorizzazioni.

     La normativa definisce abitabile il soppalco con permanenza di persone, ovvero calpestabile da persone comodamente in piedi, ed è per questo che  il locale, per essere a norma, dovrà avere : un’altezza complessiva di 4,40 mt ( verificare il Regolamento Comunale!) e le altezze sia sopra che sotto il soppalco non potranno essere inferiori a 2,10 mt, soletta compresa; la superficie soppalcata non deve essere superiore a 1/3 della superficie del locale, ma può arrivare a coprirne la metà quando le altezze sopra e sotto il soppalco raggiungono i 2,20 mt; l’altezza della zona sottostante deve essere di almeno 2,40 mt nel caso la si voglia attrezzare come bagno o come cucina (mantenendo sempre l’altezza minima di 2,10 mt nella parte superiore); le parti soprastanti devono avere almeno un lato completamente aperto, munito di balaustra non inferiore al 1,10mt di altezza; la superficie finestrata non deve essere inferiore a 1/8 della somma tra la superficie del locale e quella del soppalco; la documentazione del progetto va presentata all’ Ufficio Tecnico del proprio Comune da parte di un professionista abilitato.

    E’ utile sapere che:

    • Realizzare un soppalco abitabile, fa aumentare la superficie calpestabile della tua abitazione;
    • se l’immobile interessato dai lavori si trova in un condominio, il soppalco potrebbe creare una variazione dei millesimi solo se questi sono calcolati in base ai metri quadri ( se invece sono calcolati in base alla cubatura, il soppalco non causerà variazioni).

     

    COME SCEGLIERE I MATERIALI

    Superata la fase normativa, si dovrà decidere il materiale per la realizzazione del soppalco: legno o metallo sono le possibili varianti da scegliere in base alla resistenza, alla funzione, ai tempi ed all’estetica, ognuna con i suoi vantaggi e svantaggi che il progettista incaricato saprà indicarvi. 

    Legno

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    La struttura è composta  da una doppia orditura di travi, che possono essere in legno massiccio o in lamellare ( meno costoso ma ugualmente resistente), il tutto da coprire con rivestimenti leggeri in listelli di legno o una morbida moquette.

    • vantaggi: praticità, velocità di realizzazione e leggerezza della struttura.
    • svantaggi: instabilità ( dovuta allo scricchiolio del legno).

     

    Metallo

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    La struttura è a doppia orditura, costituita da elementi portanti in profilati d’acciaio, oppure da elementi scatolari, collegati reciprocamente da saldature e bullonature, da rivestire (solitamente con listelli di legno oppure con il vetro strutturale).

    • vantaggi: leggerezza e velocità del montaggio
    • svantaggi: prezzo 

     

    Anche se in minoranza, ci sono esempi di soppalchi in cemento armato, realizzati con  travi prefabbricate in cemento armato,tavelle di chiusura in laterizio e getto in calcestruzzo. Nonostante i vantaggi di una struttura permanente, che va ad evitare vibrazioni e che permette di accogliere gli impianti nello spessore della soletta, i tempi di realizzazione e la complessità sono maggiori  poiché può richiedere verifiche e modifiche strutturali su tutta l’abitazione.

    E’ utile sapere che:        

    • la parte inferiore della struttura del soppalco può essere nascosta da un tamponamento in cartongesso o in perlinature lignee;                                                                                                     
    • per evitare i pilastrini a pavimento, che spesso interferiscono con la distribuzione dell’ambiente sottostante, un’alternativa è quella di “appendere” il soppalco tramite montanti che si agganciano agli elementi strutturali del soffitto;
    •  se di dimensioni contenute, i soppalchi possono essere sospesi e  privi di sostegni verticali. La struttura sarà incassata nella muratura, che dovrà essere quella portante dell’edificio. 

     

    LA SCALA

    Per accedere al soppalco si avrà bisogno di una scala, che non sia di intralcio alle zone di passaggio e che non ostruisca porte e finestre. Tra le varie opzioni le più consigliate sono: la scala a chiocciola, la scala lineare in legno (che funga anche da contenitore), oppure scale salvaspazio dritte o retrattili. Anche in questo caso bisogna rifarsi alle norme e rispettarne dei requisiti.

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    FUNZIONI

    Sono vari anche gli usi di un soppalco, su di esso possiamo infatti ricavare: la zona notte- la zona giorno- una palestra- la cabina armadio- una zona studio-una stanza per gli ospiti. Sotto il soppalco invece possiamo inserire il bagno o la cucina, ed in questo caso l’altezza da rispettare sarà di  almeno 2,40mt ( come indicato all’inizio).  

     

    Se dopo questa lettura hai riscontrato nel tuo immobile tutte le  caratteristiche necessarie a costruire un soppalco e stai pensando di realizzarne uno, compila il form sottostante per richiedere il tuo preventivo:    

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      Fonte immagini: www.blogarredamento.com- www.homify.co.uk-www.houzz.it 

       

       

      Scavo e movimento terra – 5 cose da sapere per evitare multe salatissime e denunce penali.

      Scavo e movimento terra, azioni chiare a tutti, che segnano l’inizio di una  nuova opera, che porta con se sogni e speranze che possono essere rovinati. Scopri come.

       

      Ok siamo pronti, è giunto il giorno di scavare. Può capitare che la ditta esecutrice non ha i mezzi necessari e chiede a voi di chiamare qualcuno per lo scavo o per smaltire i rifiuti, oppure siete voi che credendo il preventivo troppo alto vi fate suggerire dall’ amico o dalla persona di turno, portiere o salumiere, a chi affidare il compito.

       

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      Chi vive a Napoli ( e non solo) saprà benissimo di cosa parlo. Orde di motocarri che sfrecciano per la città coperti da un telo, ma la cosa non è cosi diversa per il resto della Campania e le sue province, per lavori sia piccoli che grandi.

      Come si può ben capire, le motivazioni che vi spingono a servirvi di qualcuno che offre questi servizi possono essere tante.  Ma state attenti!!! Il vostro sogno può trasformarsi in un incubo oneroso, facendovi rischiare anche la galera.arresto

      SI, LA GALERA. Ho la tua attenzione? Ok continuiamo…

      Sia ben chiaro da subito, non sto qui a tirarvi la sfiga, ma le leggi ci sono ed ognuno di voi può ignorarle compresi gli operatori facendovi correre grandi rischi, quindi avere un’ infarinatura di base per poter scegliere non credo sia un male.

      E’ doveroso ricordare che le norme sono sempre esistite, ma a causa della triste problematica della terra dei fuochi proprio in Campania sono diventate più stringenti per tentare di tenere sotto controllo le movimentazioni di materiali durante la fase degli scavi e dei lavori in genere. Sono state create procedure da seguire, che non possono essere lasciate all’improvvisazione!

      Eccoti, quindi, riassunti in pochi punti, in seguito alla mia personale esperienza accumulata negli anni realizzando opere pubbliche, le fasi preliminari di un lavoro di movimento terra.

      Lo studio

      La prima cosa da fare è studiare il lavoro da realizzare, individuare la tipologia di materiali che si andranno ad incontrare durante le lavorazioni, conoscere le quantità da scavare, quelle da riutilizzare e quelle da movimentare o in discarica o in altro loco. In base alle quantità è indispensabile avere un’ area dove stoccare temporaneamente eventuali materiali da riutilizzare in un secondo momento.

      Le analisi

      Individuati i materiali, tramite i primi scavi di saggio, vanno effettuate le analisi di caratterizzazione degli stessi, siano essi terreno, manto stradale o altro. Le analisi forniranno un codice europeo della tipologia dei materiali, in base al quale si deciderà in quali impianti di recupero o rifiuto dovranno essere condotti.  Il terreno, anche se ad occhio risulta pulito, dalle analisi potrebbe risultare contaminato e non idoneo ad essere riutilizzato come terreno di coltivazione, ma  ancora utile per rilevati stradali e/o massicciate da individuare per tempo. In ultima analisi, se non si trovano siti in cui riutilizzare il terreno di scavo, dovrà essere considerato come un rifiuto e conferito in discarica autorizzata.

      Le Pratiche

      A questo punto, studiato il lavoro, capite le tipologie materiali che si hanno, individuati i siti di riutilizzo, stoccaggio temporaneo e discariche, si procederà con le pratiche di legge, ovvero comunicazioni agli enti locali in cui sono presenti i siti individuati e una comunicazione riepilogativa all’Arpac  Prima di cominciare la movimentazione dei materiali, verranno indicate le coordinate dei siti individuati, le autorizzazioni dei lavori concesse, le analisi e il tutto dovrà essere inviato tempestivamente e aggiornato man mano,  in caso di modifiche, fino alla comunicazione finale di lavori eseguiti.

      Le Aziende

      Ora, preparato il tutto, l’azienda eseguirà con i propri mezzi il lavoro “vero e proprio”. Ma come abbiamo già anticipato sopra, non è una cosa che possono fare tutti, bisognerà accertarsi oltre alle normali verifiche di iscrizione alla Camera di commercio e possesso di licenza conto terzi o conto proprio (che attesti sia un azienda in regola) la stessa dovrà esibire anche l’iscrizione all’ Albo Gestori Ambientali, che autorizza l’azienda e i propri mezzi ad operare in questo specifico settore e ad entrare in discarica e a rilasciare conseguente formulario dei rifiuti attestante quantità trasportate, smaltite, sito di produzione e discarica autorizzata.

      Le Sanzioni

      Un vecchio detto recita, la legge non ammette ignoranza:

      “Il committente resta comunque soggetto alla responsabilità penale personale, qualora abbia concorso a vario titolo nell’illecita gestione dei rifiuti posta in essere dall’appaltatore, per ingerenze nella gestione stessa, o per non aver preteso e verificato le autorizzazioni necessarie all’espletamento del servizio di smaltimento/recupero dei rifiuti.”

      Secondo il su detto principio il committente (ovvero chi affida l’opera) ha il dovere di accertarsi di affidare le lavorazioni ad aziende certificate e autorizzate e di controllare che il tutto venga svolto secondo la legge, pretendendo e visionando i documenti che compongono l’iter burocratico, pena il rischio di multe salate e denunce penali :

      Inquinamento ambientale
      Il nuovo articolo del codice penale punisce l’inquinamento ambientale con la reclusione da 2 a 6 anmulteni e con una multa che può andare da 10 mila a 100 mila euro. L’inquinamento ambientale punisce chi provoca «una compromissione o un deterioramento significativi e misurabili: delle acque o dell’aria, o di porzioni estese o significative del suolo o del sottosuolo; di un ecosistema, della biodiversità, anche agraria, della flora o della fauna».  Fonte Ilpost.it

      Ok, non è mia intenzione fare terrorismo psicologico, ma solo fornirti un’ infarinatura sulle varie normative in materia di rifiuti, scavi e altro  che sono trattate in maniera molto sintetica (lo dico per gli esperti del settore che potranno trovare delle semplificazioni nell’articolo) per darti delle informazioni base, utili a salvarti da eventuali multe o condanne per reati penali nelle quali potresti incappare senza neanche saperlo.

      Molte volte si tende a quantificare economicamente il mero lavoro senza considerare a cosa si può andare incontro, cosa che sanno bene i vari nulla tenenti proprietari di mezzi che si offrono di realizzare opere omettendo tutte le procedure  by-passando tutte le normative e lasciando te proprietario come unica figura che potrà essere perseguita sotto il profilo economico e penale.

      Sei ancora convinto che il gioco valga la candela?

      Se la risposta è SI, evidentemente hai meno da perdere di chi ti fa il lavoro.

      In caso contrario cercati un’ azienda onesta, non parlo delle aziende fighe con i bei siti e le belle parole, ma di gente seria, collaudata, la cui parola vale ancora di più di un contratto e vedrai che  ti spiegherà le giuste procedure.

      Spero ti sia piaciuto l’articolo e di averti fatto cosa gradita,se vuoi dicci cosa ne pensi lasciando un commento.

      A presto ciao

      Riqualificazione energetica

      Riqualificazione Energetica e Ristrutturazione step-by-step

      Quando si pensa ad un intervento di ristrutturazione si immagina di solito qualche piccolo intervento e non il rinnovo completo di un edificio.  E’ consuetudine procedere con la ristrutturazione di una singola parte dell’edificio o la sostituzione di un singolo componente; il più delle volte questa scelta è dovuta ad un budget limitato. Così facendo non si segue un approccio orientato al futuro e la riqualificazione energetica viene trascurata.

      E’ dall’idea di contrastare questa tendenza che nasce Il progetto EuroPHit. Portare l’efficienza energetica anche in piccoli interventi di ristrutturazione significa preventivarne ogni successiva operazione con un progetto che sia di ristrutturazione “step-by-step”. L’obiettivo finale è lo standard di efficienza a cui si vuole ambire ed ogni singolo intervento viene di conseguenza dimensionato e progettato.  In questo caso lo standard scelto prevede dei criteri ben definiti ed ha già dimostrato di poter portare a risparmi fino al 90% sul fabbisogno energetico per riscaldamento. Inoltre è uno standard che si adatta perfettamente all’integrazione con energie rinnovabili, in quanto il ridotto fabbisogno residuo dopo la ristrutturazione può essere in gran parte coperto da fonti rinnovabili ed energia pulita.

      Sei aggiornato sulle ultime novità in fatto di Ecobonus? Noi ne abbiamo parlato in “Ecobonus: ultime novità

      Ecobonus: ultime novità

      Ecobonus: La parola agli architetti

      In sede al Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (Cnappc), queste figure professionali hanno espresso alcune criticità del provvedimento contenuto nella Legge di Stabilità 2016.

      “Se è infatti positivo aver confermato l’ecobonus ed averlo esteso all’amianto, così come aver stanziato fondi per l’efficientamento energetico nell’edilizia sociale (leggi tutto) è segno di miopia non averlo stabilizzato a tre anni per i condomìni, nè averlo reso accessibile ad Esco e imprese, per superare il problema dei condomìni incapienti”.

      Noi avevamo già affrontato l’argomento in “Ecobonus e Incentivi Ristrutturazioni prorogati nel 2015“, ma se volete approfondire l’argomento vi consigliamo di leggere “Ecobonus, Architetti: divenga triennale e sia esteso ai condomìni“.

      Come combattere la muffa in casa

      Come combattere la muffa in casa.

      Immaginiamo la scena: siete nella vostra bella casa, magari appena rimessa a nuovo, stesi sul divano a guardare la tv, alzate lo sguardo verso il soffitto e lì, quasi a guardarvi per schernirvi, c’è lei, la muffa.

      Combattere la muffa in casa non è una cosa da poco. Innanzitutto, bisogna capire a fondo di che tipo di problema si tratta. Eliminando le cause da infiltrazione d’acqua, la motivazione più comune della formazione della muffa è la condensa sull’intonaco. Essa può essere causata da due fattori: una temperatura superficiale troppo bassa e/o troppa umidità in casa per lunghi periodi. Quindi si tratta di valutare oggettivamente entrambi gli aspetti separatamente e poi cercare di incrociare i risultati. Il trucco sta nello scovare i punti della casa dove le temperatura delle pareti sono più fredde che non si vedono ad occhio nudo e in questo ci viene in aiuto la termografia ad infrarossi.

      Il metodo migliore per avere una panoramica generale delle temperature superficiali nella tua abitazione è senza dubbio la termografia ad infrarossi che misura le temperature superficiali e ti fornisce un’immagine in cui puoi capire quale punto risulta più freddo a causa di un ponte termico. Per capire il “tenore” di umidità in casa basta invece un’indagine con il termoigrometro, che misura la temperatura dell’aria e l’umidità relativa. Si tratta di un’analisi più lunga, ma anche relativamente più economica.

      come combattere la muffa in casa

      La termografia ad infrarossi può essere utilizzata per rilevare i ponti termici ovvero i punti in cui alcune parti della struttura sono a diretto contatto con l’esterno, solitamente travi pilastri, che risultano avere una temperatura minore rispetto al resto della casa, quindi per vedere i problemi dell’involucro edilizio legati alle dispersioni termiche che creano le giuste condizioni per la crescita delle muffe nonché analizzare tali problemi negli impianti di climatizzazione e ricambio d’aria.

      Nel caso di ponti termici si può intervenire coibentando le zone in questione con materiale termoisolante; il mercato del settore ci viene in aiuto con diversi materiali e diverse tecniche, da scegliere insieme ad un tecnico di fiducia per risolvere il problemi presentatisi.

      Per la grande presenza di umidità, valgono ancora i vecchi consigli della nonna di arieggiare i locali, aprendo le finestre anche d’inverno, fino all’abbassamento dell’umidità interna. Per gli amanti della domotica esistono areatori che possono essere collegati ad igrometri elettronici che al raggiungimento di una data soglia avviano i sistemi automatici di ricircolo dell’aria.

      Qualunque sia la soluzione è sempre bene farsi consigliare da un esperto e vagliare con lui le varie possibilità che offre il mercato e che soddisfano le vostre esigenze e budget.

      E tu, hai problemi di questo genere? Vuoi un consiglio? Non esitare a contattarci: tra tutte le richieste che arriveranno, ne sceglieremo alcune e risponderemo on line.  Continua a seguirci.

      Come scegliere il colore delle pareti di casa

      COME SCEGLIERE IL COLORE DELLE PARETI DI CASA.

      Se state pensando di ritinteggiare casa ma siete indecisi sulla tonalità del colore delle pareti, ecco a voi dei consigli utili che vi guideranno nella scelta e che vi chiariranno le idee.

      Come sappiamo il colore genera delle sensazioni, infatti parte della luce che lo genera viene riflessa dall’oggetto che essa colpisce e trasmessa all’interno dell‘occhio umano sotto forma di impulsi, influendo sulla psiche umana: quindi è bene sceglierlo in maniera accurata, specialmente nei luoghi dove passiamo la maggior parte del nostro tempo.

      Sin da bambini ci hanno insegnato a dividere i colori in PRIMARI e SECONDARI, divisibili a loro volta in CALDI e FREDDI.

      Sono colori CALDI il giallo, l’arancione, il rosso, le gamme di rosa e aranciati: associati alla positività, all’azione, alla sonorità.

      Sono colori FREDDI il viola, il blu, l’indaco, l’azzurro: possono esprimere calma, passività, negatività o spingere alla meditazione.

      Per ogni tipologia di abitazione, qualsiasi sia la stagione o la sua ubicazione, esistono delle nuance che si rivelano sempre le più adatte: per una casa al mareil bianco sarà vostro alleato così come tutte le sfumature dell’azzurro, dal turchese al blu notte; per la montagna, colori più rustici e caldi, che richiamino la natura del posto; in campagna si può optare per i toni dell’arancio, se preferite uno stile più classico, scegliendo un arredo arte povera oppure potreste dare un tocco vivace alle pareti con il verde menta  optando per uno stile shabby chic.

      Come scegliere il colore delle pareti di casa

      In città si può caratterizzare l’ambiente con i toni del beige o del grigio, ravvivando il tutto con accessori o elementi di arredo colorati e ricercati o rifarsi alla tendenza della stagione.

      Ma poiché con i colori di tendenza rischiereste di stancarvi, analizziamo ora i vari ambienti di cui è composta un’abitazione ed i toni maggiormente adatti ad ognuno di essi.

      Per prima cosa parliamo dell’ingresso e degli spazi di passaggio. Se avete a disposizione ambienti di modeste dimensioni è bene che essi siano tinteggiati con toni chiari come il beige, il grigio chiaro o il bianco, perché aiutano ad illuminare ed ingrandire visivamente lo spazio.

          Come scegliere il colore delle pareti di casa Come scegliere il colore delle pareti di casa

      Come scegliere il colore delle pareti di casa

      Per la cucina e la zona pranzo, per i più arditi, sono consigliabili tonalità di rosso (meglio il rosa corallo, il salmone o il pesca, se impiegato su superfici ampie) che richiamano il colore del fuoco; chi volesse avere un’atmosfera più equilibrata può optare per i toni del giallo, che stimolano la digestione. Se avete arredato la casa in stile moderno, per evitare un effetto “rustico” o “classico”, il consiglio è di dare un tono più forte ad una sola parete o, qualora ci fossero, ad elementi strutturali sporgenti quali travi o pilastri, richiamando con lo stesso colore alcuni elementi dell’arredo.

      Come scegliere il colore delle pareti di casaCome scegliere il colore delle pareti di casaCome scegliere il colore delle pareti di casaCome scegliere il colore delle pareti di casa

      Nella scelta dei legni dell’arredamento o anche del parquet, nella zona living ad esempio (lo stesso vale per gli altri ambienti), se si vuole evitare un effetto pesante, è bene usare con moderazione le tonalità scure del marrone, e scegliere delle tonalità calde, rosse o bionde che esprimono sicurezza e concretezza. Una volta scelto il colore di base per le pareti, per avere un effetto elegante ed armonioso, giocate con le sue sfumature, senza mescolare troppe tinte.

      Come scegliere il colore delle pareti di casaCome scegliere il colore delle pareti di casa

      Se abbiamo anche una stanza adibita a studio potremmo pensare di colorare una parete, quella più illuminata, in viola.  Ideale per studi di artisti, il viola, se luminoso, facilita la meditazione e l’ispirazione.

      Come scegliere il colore delle pareti di casa

      Passiamo ora al bagno, oggi sempre più pensato come un’isola del benessere, spesso arricchito da vasche idromassaggio e docce emozionali. Se vogliamo ottenere un effetto rinfrescante e rilassante come in una vera spa e siamo stanchi del solito bianco, meglio rifarsi alle tinte pastello, come il verde chiaro, l’azzurro o lavanda, ci aiuteranno a stimolare la tranquillità e rilassare i nervi.Come scegliere il colore delle pareti di casaCome scegliere il colore delle pareti di casa

      Tinte tenui sono consigliabili anche nella camera da letto, meglio evitare contrasti troppo forti perché la continua concentrazione e dilatazione della pupilla stanca l’occhio provocando spossatezza e mal di testa.

      Come scegliere il colore delle pareti di casaCome scegliere il colore delle pareti di casa
      Come scegliere il colore delle pareti di casaCome scegliere il colore delle pareti di casa

      È importante ricordare quando scegliamo una tinta, che non è solo una macchia ma bensì qualcosa di vivo che cambia con la luce e l’ambiente che la circonda. Più sarà chiara la nuance delle pareti poste frontali alle finestre, maggiore  sarà la luminosità da esse emanata.

      MAI sottovalutare il gusto personale, ognuno di noi ha colori preferiti che agiscono beneficamente sulle proprie emozioni, quindi è bene scegliere in base a quello che sentiamo.

      Superata la fase di scelta entra in gioco un altro fattore, forse il più importante: l’effetto del colore sulle pareti. Esso è un utile strumento per la creazione e per la correzione dei volumi (ad esempio il rosso amplifica e il blu diminuisce), infatti i difetti di proporzione negli ambienti possono essere attenuati con semplici espedienti:

      • Se il soffitto della stanza è troppo ALTO e rovina le proporzioni della stanza, lo si può dipingere di scuro e lasciare le pareti chiare o farlo continuare sulla parte più alta di esse, oppure scegliere un pavimento scuro e lasciare le pareti di un candido bianco. Soffitto e pavimento scuro si attraggono e l’ambiente appare più basso.Come scegliere il colore delle pareti di casa
      • Se la stanza è troppo piccola e bassa, è bene utilizzare un pavimento chiaro accostando ad esso pareti chiare in tinta unita, evitando porte scure che frazionano visivamente la superficie. Se il soffitto avrà una gradazione di colore più chiara delle pareti, la stanza sembrerà ancora più alta.

      Come scegliere il colore delle pareti di casa

      • Quando la stanza è troppo lunga e stretta possiamo utilizzare il trucco chiaro/scuro, colorando con toni freddi e chiari le superfici frontali troppo vicine ( i colori freddi sembrano allontanarsi) e dipingendo con toni più caldi le pareti da ravvicinare.

      Come scegliere il colore delle pareti di casa

      Ricordiamo che per tutti gli ambienti piccoli è preferibile il bianco, che ci permette di donare vivacità attraverso arredi colorati, tende, tappeti, quadri. Ma l’austerità del bianco a volte è un’arma a doppio taglio, è infatti importante precisare che i volumi e le forme dell’abitazione saranno enfatizzati, così anche gli errori costruttivi (qualora dovessero esserci), e che, se non illuminato da luce diretta, può assumere visivamente i toni del grigio.

      Arrivati a questo punto, non vi resta che scegliere bene dalla tavolozza e contattarci! Un preventivo è sempre gratuito.

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        La Regione Campania adotta misure tecnologiche per la lotta all’abusivismo Edilizio

        Nell’ambito della lotta all’abusivismo edilizio, la Regione Campania ha annunciato che si servirà di nuove tecnologie quali i droni, velivoli senza pilota guidati da remoto. Tale misura è stata voluta anche per modificare le attuali normative antiabusivismo e per delimitare con chiarezza i territori sottoposti a vincolo per liberare dall’obbligo di parere delle Sovrintendenze.

        La notizia è arrivata stamattina dopo la riunione del Gruppo di Lavoro tecnico-amministrativo della Regione Campania su legge urbanistica, piano paesaggistico, abusivismo edilizio e piano di utilizzo delle aree demaniali. Si è stabilito di realizzare forme di controllo del territorio con l’obiettivo di impedire la realizzazione degli abusi, non di combatterli dopo che sono già stati realizzati.

        In campo edile i droni hanno sono già utilizzati per molteplici usi: migliorano la qualità delle ispezioni (come la verifica delle condizioni di sicurezza in punti di difficile raggiungibilità), delle perizie, del trasporto di materiali leggeri in cantiere, e vengono utilizzati anche per l’aerografia e la fotogrammetria.

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        Periferie degradate: ecco il bando da 200 milioni di euro

        Periferie degradate: il bando da 200 milioni di euro per la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate non è ancora stato pubblicato ufficialmente, ma è stata già resa nota parte del suo contenuto, tra cui le indicazioni dei criteri di selezione dei progetti e le cadenze delle varie fasi del Piano.

        I criteri di valutazione dei progetti da parte della commissione giudicatrice saranno:
        1) la riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale;
        2) il miglioramento della qualità del decoro urbano mediante interventi di ristrutturazione edilizia, in particolare volti allo sviluppo dei servizi sociali ed educativi e alla promozione delle attività culturali, didattiche e sportive;
        3) l’esecutività degli interventi;
        4) la capacità di provvedere a finanziamenti pubblici e privati.

        I progetti verranno valutati da un apposito Comitato composto da rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dei Ministeri delle infrastrutture e dei trasporti, dell’economia e delle finanze, dei beni e delle attività culturali e del turismo, delle regioni e delle province autonome, del Dipartimento per gli affari regionali, del Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica, dell’Agenzia del demanio e dell’Associazione nazionale dei comuni italiani.

        Dopo aver selezionato i progetti, si procederà alla stipula delle convenzioni tra Stato e Comuni (che, ricordiamo, hanno tempo fino al 30 novembre 2015).

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        Periferie degradate: il piano da 200 milioni di euro

        Nuovo input per le periferie degradate: in arrivo il bando per l’attuazione del Piano Nazionale per la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate.

        Al bando, che definisce i criteri per selezionare i progetti di recupero sociale e immobiliare delle periferie degradate, potranno partecipare tutti i Comuni senza limiti demografici facendo domanda entro il 30 novembre 2015. Ai vincitori verrà erogato un finanziamento totale di 200 milioni di euro diviso in tre annualità.

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